<<Il popolo, la borghesia e l'aristocrazia, come hanno gli stessi portalettere per recare il lutto o la felicità, hanno gli stessi invisibili messaggeri d'amore:
i musicisti>>

Marcel Proust


n museo che raccoglie e custodisce testimonianze artistiche suggerisce al visitatore pause contemplative e istintivi coinvolgimenti con un passato riproposto nelle sue documentazioni più significative.
La visita al Museo della canzone italiana (che si trova a Vallecrosia, una cittadina costiera del Ponente ligure, a mezza strada tra Sanremo e la frontiera che da Ventimiglia porta alla Costa Azzurra), collocato su un autentico treno d'epoca -che è già un richiamo suggestivo in un parco che è tutto da ammirare con macine, frantoi, macchine d'epoca, carrozza napoleonica, stazioncina liberty- aggiunge a queste sensazioni il fascino di una partecipazione diretta, richiamata da echi di momenti vissuti e rievocati da migliaia di incisioni, di spartiti, di presenze artistiche, di immagini: fotogrammi di una saga musicale che percorre un panorama melodico, con sfondi romantici o distensivi, patetici o nostalgici, attraverso l'intero arco storico della canzone italiana.
Si riprone così la grande stagione della poesia musicale nata nel folclore della Napoli del periodo a cavallo del secolo, sentimentale e filosofa, ammiccante e rassegnata, come veniva descritta e cantata da Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio, da Tosti, Campanella, Sacco, Galdieri, Valente, Nardella, Nicolardi, Tagliaferri, Denza, Turco, Costa, Gambardella, Di Capua, Russo, Capurro, De Curtis, Murolo, Califano, Capaldo, Lama, E. A. Mario... . Uno scrigno di "bozzetti" della vita di un popolo: Te voglio bene assaje, Fenesta ca lucive, Santa Lucia, Funiculì funiculà, Era de maggio, A marechiaro, 'O marenariello, Maria Marì, 'O sole mio, I' te vurria vasà, 'A vucchella, Comme facette mammeta, Pussilleco addiruso, Torna a Surriento, Voce 'e notte, Core 'ngrato, 'O surdato 'nnamurato, 'A tazza 'e cafè, Santa Lucia luntana... .
Dall'inesauribile vena ispiratrice dei poeti napoletani nasce la canzone in lingua italiana (Santa Lucia, Reginella, Amor di pastorello, Fili d'oro, Cara Piccina...) che ha la sua metamorfosi attraverso le romanze da salotto (Mattinata, Ideale, Musica proibita, Vieni sul mar...) e trova la sua affermazione nelle sale del café-chantant, del varietà, del tabarin.
Il merito è condiviso con interpreti di gran valore e popolarità: Lina Cavalieri, Elvira Donnarumma, Gea della Garisenda, Anna Fougez, Ria Rosa, Gilda Mignonette, Gennaro Pasquariello, Nicola Maldacea, Berardo Cantalamessa, Armando Gill, Gino Franzi, Isa Bluette, Ettore Petrolini... .
Facevano epoca canzoni come Vipera, Ninì Tirabusciò, 'A cammesella, A Tripoli, Come pioveva, Balocchi e profumi, Capinera, Abat-jour, Gastone, Creola, Addio signora, Spazzacamino, Miniera, Addio tabarin, Re di cuori, Campane, Come una coppa di champagne, Nannì, Scettico blues... .


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