Eugéne Fougère

Lina Cavalieri

Isa Bluette
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Il museo dell'Italia che canta
li autori tradizionali sono affiancati da nomi nuovi che li integreranno degnamente: Bixio-Cherubini, D'Anzi-Bracchi, Mascheroni-Mendes, Ruccione-Bonagura, Di Lazzaro-Bruno, Olivieri-Rastelli, Redi-Nisa, Schisa-Panzeri, Bertini-Marchetti, Innocenti-Sopranzi, Martelli-Neri, Michele Galdieri, Cesarini, Fragna, Consiglio, Kramer-Giacobetti... .
E tante, tante sono le canzoni: Parlami d'amore Mariù, Tango delle Capinere, Lucciole vagabonde, La canzone dell'amore, Mamma, Torna piccina, Violino tzigano, Tango del mare, Firenze sogna, Il valzer della povera gente, Sulla carrozzella, Reginella campagnola, Mille lire al mese, Vivere, La mia canzone al vento, Bambina innamorata, Baciami piccina, Maramao percé sei morto?, Pippo non lo sa, Serenata sincera, Non dimenticar le mie parole, Un'ora sola ti vorrei, Piccinina, Guarda un pò, Ma l'amore no, Non ti scordar di me, La canzone del boscaiolo... .
Poi, una canzone -Silenzioso Slow- fa tacere questo spensierato caleidoscopio sonoro. <<Abbassa la tua radio...>> dice il suo ritornello. È il 1940: l'apocalisse attraversa il mondo. Rimane viva solo la speranza, e sono di speranza anche le canzoni che si sussurrano: Tornerai, Caro papà, Ninna Nanna in grigioverde, Buonanotte mamma, C'è una chiesetta, Buonanotte ovunque tu sia, Chiesetta alpina, Aufwiedersen Lucia.
Anna Magnani canta piangendo la sua Roma ferita, Carlo Dapporto ricorda <<quella vecchia latteria che adesso non c'è più>> e Nuto Navarrini consola la "Madonina" che <<l'ha piangiù quela matina che han sbatù giò Milan>>. E quando si richiude questa parentesi buia, prima si canta l'amara realtà (<<Solo me ne vò per la città....>>, <<Ed io solo, disperatamente solo, ho perduto tutti e tutto...>>) e poi si fa largo la filosofia della rassegnazione (<<Chi ha dato ha dato. Chi ha avuto, ha avuto. Scordiamoci il passato...>>) e si volta pagina.
Arrivano i microsolco a 33 giri, arriva il juke-box e i 45 giri. Il mondo musicale si risveglia. La grande paura ha come rovescio una grande voglia di vivere, di ballare, di cantare. È il momento delle canzoni d'evasione e di facile orecchiabilità: Eulalia Torricelli, I pompieri di Viggiù, Il re del Portogallo, Arrivano i nostri, I cadetti di Guascogna, Alle terme di Caracalla, Che mele, Avanti e indrè, Oh mama, Dove sta Zazà?, Bellezze in bicicletta... .
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