IL MUSEO DELLA CANZONE CONTATTI ERIO ITALY VARIE DISCHI SPARTITI CHI SIAMO MERCATINO

 


Un museo che raccoglie e custodisce testimonianze artistiche e suggerisce al visitatore pause contemplative e istintivi coinvolgimenti con un passato riproposto nelle sue documentazioni più significative.
La visita al Museo della canzone italiana (che si trova a Vallecrosia una cittadina costiera del Ponente ligure, a mezza strada tra Sanremo e la frontiera che da Ventimiglia porta alla Costa Azzurra), collocato su un autentico treno d'epoca è già un richiamo suggestivo in un parco che tutto da ammirare con macine, frantoi, macchine d'epoca, carrozza napoleonica, stazioncina liberty che aggiunge a queste sensazioni il fascino di una partecipazione diretta, richiamata da echi di momenti vissuti rievocati da migliaia di incisioni, di spartiti, di presenze artistiche, di immagini; fotogrammi di una saga musicale che percorre un panorama melodico, con sfondi romantici o distensivi, patetici o nostalgici, attraverso l'intero arco storico delta canzone italiana.

«Per me che avevo la canzone nel cuore, gli idoli che popolavano i miei sogni artisti e interpreti venivano immaginati come personaggi di uno straordinario pianeta chiamato "Galleria del Corso".
Quando, alcuni anni fa, andai a Milano per scoprire quel mondo magico, conobbi quei personaggi e fui felice di trovare la sensibilità e la cordialità che mi ero aspettato, ma fui grato, soprattutto, dell'amicizia che mi donarono e mi dimostrarono rendendomi la visita.
Poi, lentamente ma inesorabilmente, una pianificazione emarginante sgretolava quel mondo di artisti che aveva scritto la storia della canzone italiana. Un'amara realtà troppo difficile da accettare!
E' nata così l'idea di creare un Museo che tenesse vita nel tempo la testimonianza di una storia d'arte popolare da custodire, da far ritrovare e da far conoscere, soprattutto ai giovani, nella sua grande tradizione. Il Museo della canzone italiana è la nostra realtà!
Questo lo dovevo ai personaggi dei miei sogni giovanili, ora miei fraterni amici».
Erio Tripodi

 

Carissimo amico Erio,
nel ricordo della memorabile serata che lei ha dedicato al "nostro" Bixio e, di riflesso, a me, facendomi rivivere, in un'atmosfera di emozione e rimpianto, gli anni della mia migliore giovinezza, sento il dovere di ringraziarla ancora con tutto il cuore.
E le rinnovo anche i più vivi rallegramenti per il suo suggestivo locale che lei ha degnamente eretto a Tempio della canzone, risonante di arie di casa nostra.
Caro Erio, la sua lodevole iniziativa, il suo generoso apporto e le sue vibranti parole con le quali, parlando e cantando, ha esaltato le nostre più felici creazioni, le conferisco -mai come in questa circostanza- il più giusto e qualificato titolo di Benemerito della canzone italiana! E mi consenta, pure a nome di Pasqualino Bixio, di De Lorenzo e Oddoini, di aggiungere l'aggettivo di amico... verace.

Un forte abbraccio dal suo
Bixio Cherubini

 

 

 

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